LA TITOLARE

Stefania Scarabelli

Taia è il soprannome con cui i miei nonni e i miei genitori mi chiamavano da bambina, ma solo nelle occasioni in cui facevo qualcosa di buono.
E anche se bambina non sono più, Cantina Tàia vuole essere ‘qualcosa di buono’, vuole essere qualità e costante attenzione al dettaglio.

Anche se fino ad oggi la mia professione primaria poco aveva a che fare col vino, mi ha però insegnato quanto sia importante lavorare in team, avere un gruppo di collaboratori affiatati, esperti nel loro settore e che abbiano gli stessi obbiettivi.

Il lavoro di squadra è ciò che permette a Cantina Tàia di essere quello che è; inizia dalla vigna, che mio padre Alberto segue da anni e al quale sto ‘rubando’ segreti che, a sua volta, ha rubato a suo padre e a suo nonno; vigna che non potrebbe essere curata e seguita come è senza l’aiuto di Ilirian, collaboratore nella nostra azienda da più di 20 anni.
Per la vinificazione Nicola Biasi, enologo competente e che svolge il suo lavoro con passione e dedizione.
E poi Luca e Mauro (Enografica), due amici che da subito hanno creduto in Tàia e che, grazie alla loro professionalità, hanno tradotto in grafica lo spirito di Tàia e dei suoi vini.

Stefania Scarabelli

L’ENOLOGO

Nicola Biasi

Nicola Biasi nasce in Friuli, dopo il diploma di Enotecnico lavora per importanti aziende del Friuli come Jermann e Zuani della famiglia Felluga. Prima di trasferirsi in Toscana, lavora per Victorian Alps di Gapsted in Australia e poi in Sud Africa per Bouchard Finalyson. Molteplici sono le aziende Toscane per cui lavora come enologo per quasi dieci anni. Nel  2020 fonda la Nicola Biasi Consulting che vanta consulenze in quasi tutte le regioni d’Italia. Viene premiato nel 2020 durante la Vinoway Wine Selection 2021 come Miglior Giovane Enologo d’Italia e a giugno 2021 durante l’anteprima del Merano Wine Festival riceve l’ambito premio Cult Oenologist, riservato ai 7 migliori enologi italiani. Il più giovane di sempre a ricevere questo riconoscimento.
A ottobre 2022 Nicola Biasi viene anche insignito del titolo enologo dell’anno da Food and Travel Italia.

IL TERRITORIO

Oltrepò Pavese

L’azienda si estende su circa 15 ettari compresi tra i comuni di Montecalvo Versiggia e Santa Maria della Versa sulle colline dell’Oltrepò Pavese, territorio dedito alla viticoltura dal 40 a.C.  I nostri vigneti, con un’età media di 20 anni ma con viti che arrivano ai 55 anni di età, si trovano tra i 300 e i 600mt slm; i vitigni a bacca bianca si trovano alle altitudini più elevate per giovare, soprattutto in fase di maturazione delle uve, di una maggiore escursione termica giornaliera. L’esposizione è principalmente a sud-ovest per sfruttare al meglio i raggi solari.

La tipologia dei terreni è molto varia con predominanza calcarea; ogni vitigno ha una tipologia di terreno alla quale meglio si adatta. In generale si dice che le uve bianche vogliano terra bianca (e quindi più calcarea) mentre le uve rosse vogliano terra rossa (e quindi più argillosa).

Tra i vitigni che coltiviamo, il pinot nero la fa da padrone; un vitigno che ben si adatta all’ambiente pedoclimatico tipico della nostra zona, e che utilizziamo, con diversi cloni, sia per la vinificazione in rosso che per la nostra base spumante. Ad esso si aggiungono barbera e croatina per le uve rosse e riesling renano, chardonnay, moscato e pinot grigio per le bianche.

Credits Photo: Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese

I promise, I have been good